Restauro dei monumenti funebri

Lavoro realizzato assieme a: EU.CO.RE Snc

Smontaggio, restauro e reinstallazione di ventotto monumenti funebri addossati al muro perimetrale, al fine di consentire i lavori di irrigidimento del muro di contenimento a valle

Dove si trova: https://www.openstreetmap.org/way/36448284

Luogo
Stato lavoro
Conclusi
Certificazione
Impresa appaltatrice
Tipologia
Anno
2020

Restauro e consolidamente delle facciate dell'Isolato Generali di piazza Duca degli Abruzzi, via Machiavelli, via Torre Bianca e via Trento

Direttore dei lavori: arch. Andrea Benedetti.

Direzione tecnica: Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia.

L'edificio:

L'edificio viene commissionato, dalla società delle Assicurazioni Generali, all'ingegnere Eugenio Geringer nel 1883. I lavori hanno inizio nel 1884 e terminano nel 1886 L'edificio, in stile neogreco, viene poi ampliato nella seconda decade del Novecento con un'ala retrostante. (Fonte: Catalogo dei beni culturali. Musei Civici del Comune di Trieste)

Le facciate appaiono molto articolate con alternanza di superfici intonacate, elementi architettonico decorativi in malta o in pietra artificiale, ed elementi scolpiti in pietra calcarea d'Aurisina e in pietra d'Istria. Sul timpano della facciata, l'iscrizione in lettere cubitali dorate "MDCCCLXXXVI - ASSICURAZIONI GENERALI 1831" ricorda l'anno in cui viene terminata la costruzione del palazzo, e la fondazione della compagnia di assicurazioni. Le facciate, inoltre, si completano con le grate in ferro battuto delle finestre del piano terra e dell'ammezzato e con i portoni in legno, quest'ultimi non oggetto d'intervento. 

Le diverse tipologie di materiale hanno subito nel corso degli anni un degrado differenziato che ha comportato, in modo particolare, il distacco di ampie porzioni di intonaco e causato dissesti e fratture sugli elementi in pietra. Al momento dell'intervento le facciate presentavano fenomeni diffusi di degrado riconducibili principalmente a: depositi di particolato atmosferico e croste nere sugli elementi lapidei; colonie biologiche quali alghe, muschi, licheni; effervescenze saline, fessurazioni e distacchi localizzati sugli elementi in pietra; distacco, vuoti lenticolari e perdita di coesione degli intonaci; infiltrazioni e ristagni d'acqua dovuti al non corretto funzionamento dei sistemi di smaltimento delle acqua meteoriche; presenza di elementi incongrui quali cavi e staffe metalliche. 

L'intervento:

I lavori sono stati condotti in due fasi che hanno interessato il prospetto di via Machiavelli e la facciata principale di piazza Duca degli Abruzzi (da settembre 2024 a marao 2025) e la facciata di via Torrebianca (da luglio a dicembre 2025). Gli interventi sono stati imporntati ai principi della minima inasività, del rispetto del materiale originaerio e della riconoscibilità degli interventi di integrazione, concordati preventivamente con la Direzione Tecnica a seguito dell'esecuzione di campionature per ogni fase di lavoro e, quando richiesto, di anlisi chimico fisiche. 

Operazioni svolte: trattamento biocida per l'eliminazione di aghe, muschi, licheli e microvegetazione; pulitura e consolidazione delle superfici lapidee mediante inserimento di microperni in acciao inox e vetrosesina; crepe, fessurazioni e discontinuità sono state risarcite con malte a base di calce idraulica natuarle, ripoducendo tessitura, grana e cromia della pietra circostante. Su tutte le superfici è stato applicato anche un trattamento protettivo idro-oleo repellente, traspirante e completamente trasparente. L'adesione e la consistenza degli intonaci di facciata è stata verificata e le parti non aderenti sono state rimosse; le zone ammalorate sono state trattate con fondo condolidante e ripristinate. 

Le lettere dell'iscrizione sono costituite da elementi in lamiera metallica; dorate, in origine, a foglia d'oro, erano state ripetutamente dipinte con colori a tempera e smalti. L'intervento ha vsto l'asportazione degli strati in fase di distacco e la riproposta dela doratura con foglia d'oro 22 K e successiva protezione della superficie applicando della resina acrilica. 

Sugli elementi in ferro battuto delle finestre e sulle pareti laterli in lamiera che presentavno spesse stratificazioni di colore a smalto, è stata asportata meccanicamente la vernice in fase di distacco, previa esecuzione di saggi stratigrafici per ricercare l'evneutale presenza di stesure originai. Si è proseguito poi con l'applicazione di prodotto inibilitore di corrosione e con la tinteggiatura a pennello con colori a smalto. Dagli elementi in lega di rame sono stati asportati i depositi incoerenti e sulle zone interessate da fenomeni di corrosione attiva si è proceduto con l'applicazione di inibilitore di corrosione; al termine dell'intervento si è proceduto con la disidratazione chimica degli elementi disidratati. 

Dove si trova: https://www.openstreetmap.org/node/13032251082#map=16/45.65379/13.76894

 

Luogo
Stato lavoro
Conclusi
Certificazione

Intervento di ripristino del monumneto ai quattro antifascisti sloveni fucilati a Basovizza

Il monumento:

Il monumento, costituito da un obelisco in pietra calcarea alto 353 cm posto su una basamento di forma trapezoidale, venne progettato nel 1945 dall'architetto Franjo Kosovel. Su quattro blocchetti rettangolari sono incisi i nomi dei quattro antifascisti sloveni, Ferdo Bidovec, Franjo Marušič, Zvonimir Miloš e Alojz Valenčič, fucilati a Basovizza il 6 settembre 1930. L'area è racchiusa da una ringhiera metallica. All'interno dell'area recintata si trovano quattro cedri del Libano; in data 15 gennaio, in seguito a delle forti raffiche di vento, uno di questi si è spezzato danneggiando il monumento.

Descrizione dell'intervento:

L'intervento di restuaro ha visto la ricomposizione degli elmenti laidei, effettuata mediante l'impiego di adesivo strutturale epossidico e l'inserimento di quattro barre filettate in acciaio inox in fori appositamente predisposti. Due barre sono state inserite in corrispondenza della spaccatura, mentre altre due sono state posizionate sulla sommità dell'obelisco, come ulteriore rinforzo. Si è provveduto, infine, a effettuare una stuccatura lungo il bordo della spaccatura impiegando una malta a legante pozzolanico opportunamente pigmentata.

La movimentazione e il consolidamente dle monumento sono stati effettuati con la collaborazione della ditta Zidariĉ Marmi S.N.C che lo ha riposizionato in loco il 7 agosto. I lavori di restauro sono stati completati il 19 agosto 2025. 

Dove si trova: https://www.openstreetmap.org/node/1328589790

 

Luogo
Stato lavoro
Conclusi
Certificazione
Impresa appaltatrice
Tipologia
Anno
2025

Intervento di restauro conservativo sugli elmenti lapidei della fontana progettata da Carlo Scarpa

L'opera:

La fontana venne progettata nel 1962 da Carlo Scarpa nell'ambito della ristrutturazione e dell'ampliamento del civico Museo Revoltella; i lavori, iniziati nel 1967, furono poi curati negli anni Settanta dal collaboratore di Scarpa, l'architetto Franco Vattolo, e portati a termine nel 1992 dall'architetto triestino Gian Paolo Bartoli.

Stato di conservazione:

La fontana è rivestita da delle lastre di pietra calcarea locale (detta Repen), che riprendono le misure e la fugatura rossa della pavimentazione dell'atrio. La pietra estramamente compatta è di un caratteristico colore grigio ed è punteggiata da fossili di piccole dimensioni. I due getti d'acqua e il troppopieno, in acciaio, sono rivestiti, invece, da elementi in marmo rosso di Verona con finitura ruvida che si differenzia dalle lastre levigate del Repen.

Nel corso degli anni il ristagno dell'acqua ha favorito lo sviluppo di patine algali e ha agevolato il depositarsi stratificato del calcio disciolto nell'acqua. Prima dell'intervento, sulla superficie della pietra le concrezioni di calcaree sedimentate risultavano particolamente evidenti lungo il perimetro della vasca e sul fondo. Questo tipo di deposito ha dato luogo ad accumuli compatti e fortemente adesi alla superficiee e di aspetto prevalentemente levigato; in corrispondenza dei getti e dei ruscrellamenti, invece, si osservano i caratteristici depositi d'aspetto ruvido connotati da un minor grado di coesione. Infine, sul fondo della vasca, erano presenti delle evidenti impronte di colore rosso lasciate da centesimi placcati in rame.

Descrizione dell'intervento:

Nella prima fase dell'intervento sono state asportate manualmente le concrezioni di calcare, utilizzando bisturi chirurgici con lame arrotondate e spazzole di nylon. Questa operazione era stata già parzialmente eseguita cinque anni fa ma è stato necessario ripeterla a causa della durezza dell'acqua e dell'assenza, in passato, di un impianto idrauilico adeguato. Sulle concrezioni di maggiore spessore si è utilizzata attrezzatura elettromeccanica come minifrese e vibroincisori, al fine di asportare in modo controllato le incrostazioni più tenaci. Sui residui di calcare in forma di patine e aloni bianchi sono state fatte delle rifiniture con resine a scambio ionico, quali la resina cationica debole.  

Dove si trova: https://www.openstreetmap.org/node/3633923019

 

 

Committente
Luogo
Stato lavoro
Conclusi
Certificazione
Tipologia
Anno
2025

Intervento di restauro conservativo del busto in pietra calcarea di Attilio Hortis, realizzato dallo scultore triestino Giovanni Meyer nel 1927.

L'opera:

Il monumento è composto da un basamento a pianta quadrata sul quale si alza un piedistallo a tronco di piramide alto un metro e mezzo, realizzato in pietra calcarea d'Aurisina; su questa base poggia il busto, in marmo di Carrara, del biblotecario Attilio Hortis, realizzato dallo scultore triestino Giovanni Meyer e collocato al centro della piazza nel 1927, a un anno dalla scomparsa di Hortis. 

Stato di conservazione:

La parte scolpita in marmo di Carrara presentava alcune lacune, oltre alla evidente mancanza di una parte del naso, causata presumibilmente da un atto vandalico. Su tutta la superfice era presente una spessa patina biologica, costituita principalmente da licheni, che hanno contribuito ad accellarare il processo di disgregazione della superficie. Sulla testa della scultura, e, in misura minore, lungo tutto il monumento vi erano evidenti segni causati dal ruscelamento dell'acqua piovana e dall'accumulo di guano. Le lettere in lega metallica che compongono l'iscrizione erano in discrete condizioni.

Descrizione dell'intervento:

Prima di tutto sono state asportale le colonie di organismi biodeteriogeni, utilizzando, considerata l'ubicazione del monumento, un biocida biocompatibile e biodegradabile a base di estratti naturali, composto da una miscela di oli essenziali. Dopo aver asportato la patina biologica si è provveduto al consolidamento del materiale lapideo disgregato - in particolare in corrispondenza del busto in marmo di Carrara - con nanoparticelle di idrossido di calce e il risarcimento delle lacune con malta a legante idraulico.

Gli elementi in lega metallici sono stati inizialmente depolverati con mezzi meccanici; in seguito si è effettuata una tamponatura con una soluzione di tensioattivo per eliminare i depositi più coerenti adesi alla superficie, agendo aventualmente anche con spazzolini, matite a fibra di vetro e bisturi. 

Il busto restaurato è stato svelato al pubblico il 23 febbraio 2026, in occasione della rassegna di eventi dedicati ai cent'anni dalla morte di Attilio Hortis.

Dove si trova: https://www.openstreetmap.org/node/7183903573

Committente
Luogo
Stato lavoro
Conclusi
Certificazione
Tipologia