Consolidamento e restauro presso la chiesa di San Lorenzo Martire

Responsabile Unico di Progetto: arch. Massimo Mosca 

Direzione dei lavori: ing. Gabriele La Cognata 

A seguito dell'incarico ricevuto dal Comune di Trieste sono iniziati i lavori di messa in sicurezza e verifica dello stato di conservazione di due vele della copertura della chiesa di San Lorenzo Martire che presentavano distacchi e fessurazioni. Assieme all'ing. Lacognata si è potuto accertare che tali dissesti riguardavano problemi di adesione degli intonaci all'orditura ligna secondaria, costituita da travetti in abete; i problemi erano circoscritti alle zone in cui le travi erano state dannegguate da infiltrazioni pregresse di acqua piovana.

L'intervento ha visto come prima fase l'asportazione delle stuccature e dei rifacimenti irrimediabilmente compromessi e la verifica della struttura lignea di supporto. In corrispondenza della vela posteriore sinistra, l'orditura secondaria lignea appariva molto compromessa e già oggetto di restauro. La porzione di centine lignee portata alla luce non mostrava probemi di tipo strutturale; l'intervento si è quindi limitato alla messa in opera di nuovi listelli in legno d'abete, ruproducendo la dimensione degli elementi originali.

La vela posteriore destra, attraversata da molte fratture, risultava già oggetto di pregressi interventi di restauro. In corrispondenza di crepe e fessurazioni si è intervenuti praticando delle iniezioni di resina acrilica in emulsione acquosa. 

Le porzioni d'intonaco sono state fissate ai listelli ligneo, realizzando ancoraggi con viti a testa conica e rondelle in acciaio inox, tenute arretrate di qualche millimetro per consentirne la successiva stuccatura, previo consolidamente della struttura lignea. Durante la fase di rifacimento delle lacune sulle porzioni più ampie si è impiegata una rete strutturale in fibra di vetro. Le porzioni d'intonaco risarcite sono state quindi rifinite con una malta a base di calce e successivamente dipinte con colore a tempera, modificato a seconda delle aree trattata per uniformarsi alle porzioni circostanti.

Dove si trova: https://www.openstreetmap.org/way/36684646#map=17/45.624742/13.782059

 

Committente
Luogo
Stato lavoro
Conclusi
Certificazione
Anno
2025

Consolidamento e restauro dell'ambiente soprastante alla sacrestia

Responsabile Unico di Progetto: arch. Massimo Mosca 

Direzione dei lavori: ing. Gabriele La Cognata

A seguito dell'incarico ricevuto dal Comune di Trieste, si è svolta un'attività di indagine degli interni della sacrestia di Campo San Giacomo, nello specifco, sulla copertura interessata da infiltrazioni d'acqua piovana. Si è potuto constatare che, alcune delle infiltrazioni, provenivano da una zona in prossimità del lucernario ma è verosimile che, in caso di forti piogge, l'acqua filtrasse anche da altre zone, poiché il tetto era privo di guaina. Si è potuto constatale, Inoltre, che alcuni elementi lignei del tetto erano seriamente danneggiati e ne compromettevano la stabilità.

L'intervento:

Con quest'intervento si è provveduto alla messa in sicurezza di una delle travature lignee del tetto, al rifacimento della copertura con posa della guaina, alla messa in opera di una linea vita e alla sostituzione del lucernario. Il consolidamento di una trave di copertura degradata è stato effettuato affiancando alla trave originale due assi di legno lamellare, ancorate con barre filettate passanti disposte ad intereìasse costante; l'intera struttura lignea è stata poi sottoposta a un doppio trattamento consolidamente.

Il consolidamento è stato effettuato parallelamente allo smontaggio della copertura del tetto, resa necessaria per consentire l'applicazione della guaina e la posa di un nuovo lucernario. Dopo la rimozione completa del manto di copertura sono stati selezionati gli elementi in laterzio da riutilizzare, tegole e tavelle, che poi sono stati lavati e reintegrati, ove possibile, con materiale di recupero o con nuovi elementi. Oltre alla posa del nuovo lucernario si è provveduto al posizionamento di una linea vita per consentire il futuro l'ispezione della copertura dall'esterno. 

Sulle pareti interne sono state rimosse le porzioni di intonaco cadenti o fatiscenti e si è provveduto alla pulizia dei giunti e alla spazzolatura della muratua. Infine, si è effettuato il risarcimento delle malte e le pareti sono state tinteggiate di bianco. 

Dove si trova: https://www.openstreetmap.org/way/36684649

Committente
Luogo
Stato lavoro
Conclusi
Certificazione
Anno
2025

Intervento di ripristino del monumneto ai quattro antifascisti sloveni fucilati a Basovizza

Il monumento:

Il monumento, costituito da un obelisco in pietra calcarea alto 353 cm posto su una basamento di forma trapezoidale, venne progettato nel 1945 dall'architetto Franjo Kosovel. Su quattro blocchetti rettangolari sono incisi i nomi dei quattro antifascisti sloveni, Ferdo Bidovec, Franjo Marušič, Zvonimir Miloš e Alojz Valenčič, fucilati a Basovizza il 6 settembre 1930. L'area è racchiusa da una ringhiera metallica. All'interno dell'area recintata si trovano quattro cedri del Libano; in data 15 gennaio, in seguito a delle forti raffiche di vento, uno di questi si è spezzato danneggiando il monumento.

Descrizione dell'intervento:

L'intervento di restuaro ha visto la ricomposizione degli elmenti laidei, effettuata mediante l'impiego di adesivo strutturale epossidico e l'inserimento di quattro barre filettate in acciaio inox in fori appositamente predisposti. Due barre sono state inserite in corrispondenza della spaccatura, mentre altre due sono state posizionate sulla sommità dell'obelisco, come ulteriore rinforzo. Si è provveduto, infine, a effettuare una stuccatura lungo il bordo della spaccatura impiegando una malta a legante pozzolanico opportunamente pigmentata.

La movimentazione e il consolidamente dle monumento sono stati effettuati con la collaborazione della ditta Zidariĉ Marmi S.N.C che lo ha riposizionato in loco il 7 agosto. I lavori di restauro sono stati completati il 19 agosto 2025. 

Dove si trova: https://www.openstreetmap.org/node/1328589790

 

Luogo
Stato lavoro
Conclusi
Certificazione
Impresa appaltatrice
Tipologia
Anno
2025

Intervento di restauro conservativo sugli elmenti lapidei della fontana progettata da Carlo Scarpa

L'opera:

La fontana venne progettata nel 1962 da Carlo Scarpa nell'ambito della ristrutturazione e dell'ampliamento del civico Museo Revoltella; i lavori, iniziati nel 1967, furono poi curati negli anni Settanta dal collaboratore di Scarpa, l'architetto Franco Vattolo, e portati a termine nel 1992 dall'architetto triestino Gian Paolo Bartoli.

Stato di conservazione:

La fontana è rivestita da delle lastre di pietra calcarea locale (detta Repen), che riprendono le misure e la fugatura rossa della pavimentazione dell'atrio. La pietra estramamente compatta è di un caratteristico colore grigio ed è punteggiata da fossili di piccole dimensioni. I due getti d'acqua e il troppopieno, in acciaio, sono rivestiti, invece, da elementi in marmo rosso di Verona con finitura ruvida che si differenzia dalle lastre levigate del Repen.

Nel corso degli anni il ristagno dell'acqua ha favorito lo sviluppo di patine algali e ha agevolato il depositarsi stratificato del calcio disciolto nell'acqua. Prima dell'intervento, sulla superficie della pietra le concrezioni di calcaree sedimentate risultavano particolamente evidenti lungo il perimetro della vasca e sul fondo. Questo tipo di deposito ha dato luogo ad accumuli compatti e fortemente adesi alla superficiee e di aspetto prevalentemente levigato; in corrispondenza dei getti e dei ruscrellamenti, invece, si osservano i caratteristici depositi d'aspetto ruvido connotati da un minor grado di coesione. Infine, sul fondo della vasca, erano presenti delle evidenti impronte di colore rosso lasciate da centesimi placcati in rame.

Descrizione dell'intervento:

Nella prima fase dell'intervento sono state asportate manualmente le concrezioni di calcare, utilizzando bisturi chirurgici con lame arrotondate e spazzole di nylon. Questa operazione era stata già parzialmente eseguita cinque anni fa ma è stato necessario ripeterla a causa della durezza dell'acqua e dell'assenza, in passato, di un impianto idrauilico adeguato. Sulle concrezioni di maggiore spessore si è utilizzata attrezzatura elettromeccanica come minifrese e vibroincisori, al fine di asportare in modo controllato le incrostazioni più tenaci. Sui residui di calcare in forma di patine e aloni bianchi sono state fatte delle rifiniture con resine a scambio ionico, quali la resina cationica debole.  

Dove si trova: https://www.openstreetmap.org/node/3633923019

 

 

Committente
Luogo
Stato lavoro
Conclusi
Certificazione
Tipologia
Anno
2025