Cripta degli Affreschi, XII-XIII secolo

I lavori di restauro delle volte affrescate sono stati suddivisi in tre lotti - primo lotto 2015/2016, secondo lotto 2016/2017, terzo lotto prima fase 2017/2018, terzo lotto seconda fase 2019. - Il progetto di restauro faceva seguito al rilievo dello stato di conservazione dell'opera dal quale emergeva un quadro allarmante: la pellicola pittorica dei dipinti mostrava, su tutte le superfici delle volte, sollevamenti e difetti di adesione, che compromettevano la leggibilità dei brani pittorici. L'alta percentuale di umidità relativa della cripta aveva certamente contribuito ad accentuare i distacchi e le deformazioni della pellicola pittorica. In qualche caso inoltre le resine sintetiche stese sulla superfice nel corso di interventi precedenti, avevano formato una pellicola impermeabile al vapore acqueo peggiorando i problemi proprio nelle zone più a rischio.

Il restauro ha visto come prima fase il consolidamento della pellicola pittorica, ottenuto con l'impiego di un consolidante inorganico, affine ai materiali originali, che ha restituito coesione alla pellicola pittorica e ricomposto le deformazioni delle scaglie sollevate. In una fase successiva, quindi, si è intervenuti puntualmente lungo i bordi dei sollevamenti, iniettando un'emulsione di resina acrilica a bassa concentrazione.

L'asportazione dei depositi superficiali di polvere è avvenuta effettuando un lavaggio con spugne naturali imbevute d'acqua distillata con interposto doppio foglio di carta giapponese. Nelle aree che presentavano uno sporco più tenace, si è proceduto con una pulitura condotta in modo differenziato sulle diverse campiture di colore, mettendo la superfice a contatto con il reagente per un tempo testato dopo aver effetuato numerose campionature. In presenza di pellicole protettive non originali, il protettivo sintetico è stato fatto gelificare mediante il contatto con batuffoli di cotone imbevuti d'acqua e acetone e quindi rimosso meccanicamente.

Direzione tecnica: Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia

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Luogo
Stato lavoro
Conclusi
Certificazione
Tipologia
Anno
2019

Affreschi dell'abside, 1031 d.C

Pulitura degli affreschi dell'abside risalenti al 1031 d.C. ed estrazione degli inquinanti salini

Bibliografia: Luca Laureati, La Basilica di Aquileia. Gli affreschi dell’Abside Maggiore, Forum Edizioni, Aquileia 2008

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Luogo
Stato lavoro
Conclusi
Certificazione
Impresa appaltatrice
Tipologia
Anno
2006 2007

Cripta degli Affreschi, Maestro della Passione del XII secolo

Studio e restauro di una lunetta per impostare le modalità d'intervento sull'intero ciclo pittorico raffigurante la Sepoltura di Cristo della Cripta

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Luogo
Stato lavoro
Conclusi
Certificazione
Tipologia

Cripta degli Affreschi, Maestro della Passione del XII secolo

Pulitura e restauro degli affreschi della Cripta

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Luogo
Stato lavoro
Conclusi
Certificazione
Anno
2013

Cripta degli Affreschi, Storie di Ermacora del XII secolo

Il restauro delle volte della navatella centrale e della navata laterale sinistra è stato commissionato dalla Fondazione "Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia" e realizzato con il contributo della Fondazione CRUP, della Fondazione CaRiGo e della Fondazione CRTrieste. Il progetto è stato autorizzato dalla soprintenza belle arti e paesaggio del FVG. I lavori, iniziati il 29 settembre 2016, si sono conclusi il 10 marzo 2017.

Le operazioni di restauro hanno avuto inizio con il preconsolidamento della pellicola pittorica effettuato in due passaggi. Nella prima fase si è intervenuti su scaglie sollevate e deformate facendole adagiare mediante l'applicazione di una soluzione di nanoparticelle di idrossido di calce; la soluzione ha restituito coesione alla pellicola pittorica, consentendo di effettuare la seconda fase facendo assorbire lungo i bordi dei sollevamenti un'emulsione di resina acrilica, data a pennello.

L'asportazione dei depositi superficiali di polvere è avvenuta effettuando un lavaggio con spugne naturali imbevute d'acqua distillata con interposto doppio foglio di carta giapponese. In presenza di pellicole protettive non originali, il protettivo sintetico è stato fatto gelificare mediante il contatto con batuffoli di cotone imbevuti di acqua e acetone e quindi rimosso meccanicamente. Il consolidamento dell'intonaco staccato, fatto aderire al supporto retrostante, è stato fatto a punti con emulsione vinilica e l'inserimento di giunti in resina termoplastica.

Il restauro pittorico è sttao effettuato mediante velatura sulle abrasioni e riscotruzione riconoscibile, a stesure sovrapposte, su mancanze, lacune e stuccature, impiegando colori ad acquerello.

Direzione tecnica: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

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Luogo
Stato lavoro
Conclusi
Certificazione
Tipologia
Anno
2016 2017